L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività nel mese di giugno 2020, ha registrato un aumento dello 0,1% su base mensile e una diminuzione dello 0,2% su base annua, così come già accaduto nel mese di maggio. A rilevarlo è l’Istat sulla base delle classiche stime preliminari.

Due spinte contrapposte stanno determinando l’aumento dell’inflazione, quelle deflazionistiche provenienti dai prezzi dei Beni energetici, intorno al -12,1%, quelle al rialzo dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona intorno al +2,3%.

Ciò apre le porte a più di una riflessione. In primo luogo non si sta avendo un riscontro rispetto alle speranze che molti utenti avevano su di un calo sostanziale del Carrello della Spesa. Oltre questo c’è da dire che si potrebbero, tuttavia, trovare con grande probabilità prezzi nuovamente in crescita anche per il mese di luglio, quando per altro ci sarà nuovamente un forte cambio in merito alle abitudini di acquisto. Si potrebbe, invece, avere qualche notizia positiva a partire dal mese di settembre, quando si dovrebbe tornare nei canoni di una “spesa tipo”.

Sarà con tutta probabilità un’estate rovente non solo per le temperature destinate a crescere ma anche per l’aumento dei prezzi che appare evidente in base a queste stime. I consumatori più attenti riusciranno a rimanere all’interno del loro range di spesa, più difficile invece per coloro che acquistano senza un’analisi approfondita del mercato. È come sempre preferibile privilegiare prodotti nostrani, a Km 0, che potranno avere con grande probabilità anche aspetti positivi legati al prezzo.