Una bufala dura a morire. Anche quest’anno discussioni sui social e articoli per combattere la presunta tristezza di questo giorno si sprecano online. Ma cos’è il Blue Monday e da dove ha origine?

La tristezza nella matematica

Correva l’anno 2005 quando l’agenzia di viaggi Sky Travel decide di ringalluzzire il languido panorama dei voli post-natalizi in maniera non proprio convenzionale, ma non di meno geniale. In che occasione è più probabile si viaggi? Per tristezza e per sfuggire dalla monotonia. E quale metodo migliore che non cercare di convincere che si è tutti un po’ più tristi dopo le feste?
Da questa strampalata idea di marketing venne fuori un’altrettanto improbabile equazione della tristezza:

dove W indica le condizioni atmosferiche, D il debito, d il salario mensile, T il tempo trascorso da Natale, Q il tempo trascorso da quando ci siamo resi conto che i propositi per il nuovo anno sono falliti, M il livello motivazionale e Na la sensazione di dover agire.
Secondo tali calcoli il giorno più triste dell’anno risulta essere il terzo lunedì di gennaio, guarda caso durante il periodo di magra per le compagnie aeree.
Va da sé che un’equazione di questo tipo sia completamente senza senso da un punto di vista matematico – non vi sono unità di misura e soprattutto la scelta dei criteri è completamente arbitraria: di quale meteo si parla? Londra o Sidney, dove il Natale viene tradizionalmente trascorso sulle spiagge grazie alla stagione estiva? E perché proprio il Natale, visto che non in tutti i Paesi viene data alla festa la stessa rilevanza?

Cliff Arnall

La formula viene unanimamente attribuita a tale Cliff Arnall presunto professore di psicologia della Cardiff University. Diciamo presunto, perché come riportato dal Guardian, giornale inglese particolarmente attivo sul fronte debunking (l’arte di smontare una bufala) nel dipartimento dell’università gallese pare abbia ricoperto solo un incarico part-time per un breve periodo e abbia accettato di elaborare l’equazione dietro lauto compenso.
Non è una sorpresa, quindi, che Arnall sia autore anche del metodo per calcolare il giorno più felice dell’anno, a fine giugno, che cade curiosamente nella stagione preferita dal produttore di gelati che ne ha commissionato lo studio.

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