Roma, 12/12/2019 – “Quelli appena trascorsi si sono rivelati giorni di tragedie sulle strade – scrive in una nota il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con. Denis Nesci – persone che hanno perso la vita nonostante abbiano rispettato la segnaletica stradale, ma bisogna avere sguardi a 360 gradi ormai. Troppi episodi in questi giorni che, purtroppo, per contarli non bastano le dita di una mano. Ieri un uomo investito a Roma da un mezzo dell’Ama, mentre attraversava sulle strisce, l’altro ieri un mezzo predisposto per il noleggio con conducente ha investito un vigile a Fiumicino, un’altra auto ha preso in pieno un bambino di due anni nel bresciano mentre, nel passeggino trasportato dalla mamma, attraversava sempre sulle strisce. Questi solo alcuni degli incidenti avventi negli ultimi tre giorni – continua Nesci – ma stando anche agli ultimi dati diffusi dall’ISTAT in Italia, nel 2018 sono stati 172.553 gli incidenti stradali con lesioni a persone. Numeri importanti ma fortunatamente in calo dell’1,4% rispetto al 2017. 3.334 sono state le vittime, e tra queste risultano in aumento del 2% i pedoni, i ciclomotoristi del 17,4% e gli occupanti di autocarri del 16%. Abbiamo a cuore il tema della sicurezza stradale e sappiamo bene che i pericoli sulle strade sono molteplici. Manutenzione delle strade quasi totalmente assente, persone che perdono la vita a causa di semplici buche non riparate o voragini non segnalate adeguatamente. I soldi che i cittadini pagano quando ricevono sanzioni per violazioni stradali dovrebbero servire per riparare il manto stradale, per rendere visibile la segnaletica che spesso è fatiscente, per istallare dissuasori di velocità lì dove i veicoli rappresentano un pericolo per i cittadini, come nelle strade di lunga percorrenza senza semafori e con vicoli che sbucano proprio su quelle strade. Nonostante i numeri dell’ISTAT siano in calo c’è ancora tanto da fare per vederli scendere. Si aggiungono sempre più pericoli in strada invece di diminuire, come le bicilette ed i monopattini che circolano sulle stesse strade dove transitano tram, autobus ed autovetture – conclude Nesci – è necessario fare qualcosa per far sì che i numeri delle vittime delle strade calino e sarebbe bene che il Governo faccia qualcosa per agevolare questo calo”.