Firenze, 12/11/2019 – “Ci colpisce profondamente che a fine 2019 dobbiamo ancora assistere a parole a dir poco raccapriccianti e ad un utilizzo deplorevole di un termine che avrebbe già dovuto essere relegato solo ai dizionari – scrive in una nota il Presidente Regionale Toscana dell’U.Di.Con., Giovanna Gallo – garantire l’accesso ad un locale pubblico da parte di clientela diversamente abile è un dovere civico, ma un cartello del genere offende e rende inutile qualsiasi passerella. Non bastano le scuse”.

Nelle scorse ore si è scatenata una bufera mediatica sul locale Stuzzicheria di Mare a Livorno, sul cui ingresso era stato esposto un cartello che apostrofava come “mo…idi” coloro i quali avevano criticato lo scivolo di accesso al ristorante, a detta loro non esteticamente gradevole. Non contento, l’autore di suddetta affissione ha pensato bene di condividere la propria “opera” sui social.

“Ma la parte ancor più disgustosa del cartello è l’ultima, nella quale il gestore, o chi per lui, si rammarica per la mancata invenzione di tri test e amniocentesi nei tempi passati, insinuando che una diversa scelta da parte dei genitori, e non credo serva specificare quale, avrebbe potuto evitargli l’installazione della tanto criticata passerella – continua Gallo – vorrei ricordare al proprietario, o chiunque si sia reso responsabile di un gesto tanto vile, che la disabilità non è una scelta né una condizione di cui farsene una colpa. Noi dell’U.Di.Con. siamo da sempre in prima linea in difesa e in supporto di persone diversamente abili e stringiamo idealmente in un abbraccio chiunque sia stato vittima di atti di bullismo o si è sentito offeso – conclude Gallo – noi siamo con voi”.

“Mi unisco alle parole del Presidente U.Di.Con. Toscana e condanno fermamente un episodio tanto vile e nauseante, che va contro qualsiasi passo in avanti fatto per i diritti e la libertà delle fasce più fragili della popolazione, per le quali in U.Di.Con. ci spendiamo e ci battiamo quotidianamente – aggiunge il Presidente dell’U.Di.Con. Nazionale, Denis Nesci – è bene ribadirlo, siamo di fronte ad un fatto gravissimo, che scoperchia terminologie e atteggiamenti denigratori nei confronti dei più deboli che credevamo dovessero essere relegati alla preistoria – prosegue Nesci – se tanto lavoro si è fatto per eliminare le barriere architettoniche, tanto ancora si deve fare per superare gli ostacoli più difficili – termina Nesci – quelli mentali”.