Aumentano i rifiuti urbani, ma anche la raccolta differenziata. È quanto emerge dall’ultima analisi dell’Istituto Nazionale di Statistica per il biennio 2017-2018; sebbene la quantità di rifiuti per abitante sia aumentata, arrivando a 488,7kg (+1,6 rispetto al 2016), viene registrata una crescita anche della raccolta differenziata, che tocca il +3% rispetto all’anno precedente.
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Le regioni che producono più rifiuti sono Emilia-Romagna (642,2 kg per abitante) e Toscana (600 kg/ab), mentre in fondo alla classifica troviamo Molise (377 kg/ab) e Basilicata (345,2 kg/ab). Tra le zone più virtuose, da segnalare la provincia di Trento (74,6%), il Veneto (73,6%), la Lombardia (69,6%), la provincia di Bolzano (68,5%) e il Friuli-Venezia Giulia (65,5%) – territori, questi, che fanno registrare anche una quantità di rifiuti pro capite inferiore o in linea con la media italiana.
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Nel 2018, l’87,1% delle famiglie differenzia la plastica (erano il 39,7% nel 1998), il 71,3% l’alluminio (27,8% vent’anni fa), l’86,6% la carta (46,9% nel 1998) e l’85,9% il vetro (52,6% nel 1998); le famiglie residenti in Nord-Ovest sono in cima alla classifica, con il 92,5% di loro che differenzia la plastica, il 92,1% il vetro, il 91,6% la carta e il 76,3% l’alluminio.
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Sempre nel 2018, il 68,2% delle famiglie giudica il costo per la raccolta dei rifiuti elevato, mentre il 28,2% lo ritiene adeguato; tra quelli più insoddisfatti, i nuclei familiari che abitano le isole, che si lamentano della TARI nel 79,4% dei casi, percentuale che scende al 58,9% nel Nord-Ovest. Rispetto alla raccolta porta a porta, la media del 25,3% delle famiglie è composta da una forbice piuttosto ampia; si va dal 33,4% del Nord-Est al 17,7% del Sud.
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