Nonostante l’esperimento Libra stia attraversando una fase difficile, con le defezioni di membri importanti come eBay, MasterCard e Visa, Facebook è ancora intenzionata a entrare in qualche misura nel redditizio mercato dei pagamenti online.
/n
/n
L’azienda di Menlo Park ha infatti già lanciato in India WhatsApp Pay – che si appoggia alla popolare app di messaggistica istantanea facente parte della galassia di società che orbita intorno al colosso dei social – che potrebbe arrivare nel prossimo futuro in Europa. Il problema principale, che sta rappresentando uno scoglio quasi insormontabile per Libra, è la coesistenza con le legislazioni nazionali; per questo motivo la fase di test nel subcontinente asiatico sta servendo da incubatrice per affinare e definire i sistemi da utilizzare e garantire ai governi la tracciabilità delle transazioni.
/n
/n
Il funzionamento di WhatsApp Pay è molto semplice: al pari di Apple Pay e Google Pay, permette di registrare le proprie carte di credito in un portafogli virtuale, per poi utilizzarle per trasferire somme di denaro tra gli utenti direttamente nelle conversazioni – le potenzialità però sono infinite: in futuro si potrebbe pagare comodamente la spesa dal proprio telefono, utilizzando magari l’NFC per inviare denaro agli account WhatsApp Business.
/n
/n
Il motivo per cui Facebook sta puntando in modo così deciso sugli strumenti di pagamento digitale è presto detto: le microtransazioni online sono un settore in crescita esponenziale (anche la succitata eBay sta mettendo a punto un proprio servizio) e l’azienda in blu vuole prendersi una fetta di questo fiorente mercato; con un di un bacino di utenza di oltre un miliardo e mezzo solo su WhatsApp, PayPal, leader del settore, dovrebbe iniziare a preoccuparsi.
/n
/n
/n
