Dopo numerose discussioni, è ora giunto il momento di voltare pagina per i pedaggi autostradali, le parole d’ordine saranno, garantire trasparenza ed equità. A differenza di altre autostrade sparse in Europa, le tariffe in Italia sono fra le più basse registrate.
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Con l’avvicinarsi dell’estate e con l’arrivo delle tanto agognate vacanze, ci si incomincia a chiedere quanto costerà il prossimo viaggio in termini di costi.
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La nostra rete autostradale, costruita per la maggior parte negli anni ‘50 e ’60, è una delle reti europee con i minori costi medi chilometrici. Infatti sia i costi delle autovetture che i mezzi pesanti, in rapporto con gli altri paesi europei, hanno costi nettamente inferiori. Da oggi però, con le nuove disposizioni introdotte dalla legge 109/2018, ci saranno dei sostanziali cambi tariffari.
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Ma cosa cambierà esattamente? La risposta è molto semplice. Questo nuovo sistema si baserà sul metodo “price-cap”, con una determinazione dell’indicatore di produttività con scadenza quinquennale, il quale, in base alla frequentazione e ai costi di mantenimento di ciascun tratto autostradale, punterà a garantire trasparenza ed equità dei pedaggi. Secondo le ultime statistiche, con questo nuovo sistema tariffario, oltre ad una entrata economica per ogni tratto autostradale, ci sarà anche una maggiore disponibilità di manutenzione per ogni tratta, prevenendo così i rischi per gli automobilisti.
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