Si è concluso oggi 31 Ottobre il
/nprogetto realizzato dall’U.Di.Con., “Uno, nessuno e centomila”, finanziato
/ndalla Regione Lazio, con lo scopo di contrastare e combattere il fenomeno, in
/ncontinuo sviluppo nella nostra società, del furto d’identità.

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“Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti col progetto in
/nquestione
–afferma Denis Nesci, 
/nPresidente Nazionale U.Di.Con.- perché
/nsiamo riusciti ad attirare l’attenzione di numerosi cittadini consumatori su un
/ntema spesso sottovalutato e poco noto e che invece andrebbe ulteriormente
/napprofondito, perché insidioso e di difficile trattazione. Ad ogni modo, forti
/ndi questa esperienza, continueremo ad interessarci al fenomeno
–continua
/nNesci- e a dare continuità a quanto
/nfatto”.

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Il progetto si è posto come fine
/nprimario quello di osteggiare il furto d’identità tramite un intervento
/nd’informazione nei confronti dei cittadini più deboli, come gli anziani ed i
/nconsumatori,  principali vittime del
/nreato. Ci si è posti da subito l’obiettivo di offrire agli utenti gli idonei
/nstrumenti di prevenzione e autotutela, attraverso delle attività che avessero
/ncome fulcro la possibilità di informare i cittadini, fornendo loro la giusta
/nconoscenza riguardante un fenomeno come quello di cui il progetto si occupa.

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Una delle prime attività svolte,
/nper poter diffondere in seguito materiale informativo e di prevenzione, è stata
/nlo studio del reato, sia sotto un aspetto sociale, inteso come lo studio dello
/nsviluppo del furto d’identità nelle sue differenti modalità concrete e nei suoi
/ndiversi ambiti, che sotto l’aspetto giuridico.

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A seguito della raccolta dei dati
/ninerenti al reato, e dopo un’attività di analisi riguardante il fenomeno del
/nfurto d’identità, si è passati alla realizzazione della fase principale e
/ncardine del progetto rappresentata dall’elaborazione, realizzazione e
/ndiffusione del materiale informativo e di propaganda. Tale materiale,
/ncostituito da volantini, brochure, vademecum, gadget ecc., è stato di
/nfondamentale importanza perché ha reso i cittadini consapevoli del pericolo del
/nfurto di identità ed ha fornito agli utenti gli strumenti di prevenzione e di
/nautotutela per conservare i dati inerenti alla propria privacy.

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Di fondamentale importanza per la
/nriuscita del progetto è stata, infine, la realizzazione dell’attività di
/nmonitoraggio che si è basata sull’elaborazione di un’indagine conoscitiva,
/nindispensabile alla comprensione delle modalità effettive attraverso le quali
/nsi sviluppano tali forme di reato, e della consapevolezza dell’utente rispetto
/nal rischio che esso venga perpetrato nei suoi confronti. L’attività di
/nmonitoraggio si è concretizzata inoltre con l’estrapolazione di informazioni
/nutili al raggiungimento degli obiettivi posti dal progetto. Dall’indagine è
/nemersa la scarsa consapevolezza del fenomeno e pertanto è stato possibile
/nfornire, in base ai dati ricavati, delle informazioni specifiche e dettagliate
/nsul furto d’identità e sui metodi di prevenzione della stesso.

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Pertanto, per rispondere alle
/nesigenze e alle problematiche riscontrate dal cittadino di fronte a tale forma
/ndi truffa e per garantire a quest’ultimo un quadro dettagliato del fenomeno, sono
/nstate individuate diverse categorie di furto d’identità tra le quali , in
/ngenerale, quelle legate alle frodi creditizie, al furto d’identità sul
/nweb,  a quello cosiddetto offline ossia realizzato
/nin strada o nelle abitazioni ed al furto d’identità che avviene sui social
/nnetwork.

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Per ogni specifica categoria
/nsopra citata l’associazione U.Di.Con. ha prodotto e fornito delle brochure
/ninformative ad hoc, con il fine di trasmettere i concetti chiave legati al
/nfenomeno del furto d’identità e favorirne la percezione da parte dei propri
/nassistiti.