Furiosi contro un Governo che continua a tagliare sulle risorse che dovrebbero metterli nella condizione di ricevere un’istruzione perlomeno paritaria rispetto ai colleghi europei: gli studenti italiani urlano a gran voce il loro disappunto contro il processo di demolizioni della scuola pubblica, e lo fanno attraverso cortei e manifestazioni.
“Ormai i sit-in di protesta sono diventati l’unico strumento con cui gli studenti possono far valere i loro diritti, l’ultima spiaggia per interagire con i ministri incaricati di rivoluzionare un settore strategico che,  purtroppo, deve fare i conti con tagli sostanziosi che hanno l’effetto di limitare la rilevanza della formazione quale diritto inviolabile di ogni cittadino – l’amara constatazione del Presidente Nazionale dell’U.Di.Con, Denis Nesci alla luce dei recenti sviluppi nel nostro Paese – sembra di assistere agli albori del malcontento che più di 40 anni fa animava gli studenti di tutta Europa; questo dovrebbe essere il segnale per Istituzioni e Governo a trovare una soluzione alternativa, perché non possiamo dimenticarci che i ragazzi che oggi sono dietro ai banchi, domani saranno i protagonisti del nostro futuro”.