Notizie dall’Unione Europea per i consumatori italiani: sono
/nstati definiti nuovi limiti per la concentrazione degli “alchil esteri”
/nnell’olio di oliva. L’Unione ha stabilito con regolamento 61/2011 i termini
/nmassimi superati i quali il prodotto non può essere etichettato come
/nextravergine.

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Fin qui tutto bene, poiché gli “alchil esteri” si formano in
/nseguito a fenomeni fermentativi e per degradazione delle olive stesse che sono
/nconservate in maniera non corretta, per cui un’elevata presenza di queste
/nsostanze ci permette di evidenziare un difetto organolettico: acidità elevata e
/nodore troppo forte.  Per correggere i
/ndifetti di produzione all’olio, viene aggiunta una buona dose di extravergine
/nben fruttato, ma gli “alchil esteri” rimangono come indicatori di cattiva
/nqualità.

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Il nuovo regolamento comunitario in vigore dal 1 aprile ha
/nintrodotto la valutazione dei livelli di “alchil esteri”, consentendo
/nl’etichettatura “extravergine” agli oli con un quantitativo massimo pari a 75
/nmg/kg. Anche per quelli con concentrazioni comprese tra 75 e 150mg/kg è
/npossibile diventare extravergine, purché altri parametri (il rapporto tra esteri
/netilici e metilici inferiore o uguale a 1,5 e somma degli alchil esteri non
/nsuperiore i 150 milligrammi per chilo) siano rispettati.

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Acceso è stato il dibattito tra chi, l’Italia in testa,
/nvoleva dei parametri più stringenti e chi come la Spagna ne voleva di ancora
/npiù permissivi.

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Che cosa cambia per il consumare? Sicuramente l’introduzione
/ndi questo parametro prima non considerato, permette di fare delle valutazioni
/nsulla qualità dell’olio, ma il valore scelto come limite probabilmente è un po’
/ntroppo elevato, in considerazione del fatto che 
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un olio di buona qualità contiene tra i 10-15 mg/kg di “alchil esteri”
/nche possono arrivare al massimo a  30. In
/nquesto modo si potrebbe incentivare la produzione di oli di qualità più bassa
/nche per la legge sarebbero ugualmente extravergine.

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In questa situazione il consumatore può imparare ad
/nassaggiare l’olio per poter apprezzare sapore e sfumature di aroma, acquistare
/nprodotti provenienti da aziende locali o a “km0” che possono essere visitate e
/nconosciute.

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