L’antitrust è costretta a verificare persino la correttezza delle pratiche funerarie. Si tratta di una realtà solo apparentemente paradossale ma in realtà facilmente riscontrabile, realtà che ha spinto l’Autorità Garante della
Concorrenza e del Mercato a prendere posizione inviando una segnalazione ai Presidenti di Camera e Senato, oltre che a Governo, Regioni e Comuni. L’ Antitrust ha puntato il dito contro le diverse amministrazioni
ospedaliere che, al fine di contenere i costi di gestione o per ottenere un guadagno, affidano la gestione delle camere mortuarie a società di onoranze funebri: si tratta di prassi contrarie alla distinzione necessaria fra
servizi di natura pubblica in adempimento a obblighi di polizia mortuaria, e attività prettamente commerciali come appunto quelle di onoranze funebri. L’operatore funebre ha, in tal modo, l’opportunità di entrare
direttamente in contatto con le famiglie dei defunti, assumendo una posizione privilegiata rispetto alla concorrenza, e recando di conseguenza un danno economico alle famiglie coinvolte, le quali si trovano in condizioni
psicologiche non adatte per scegliere il miglior servizio al minor costo.