“E’ necessario tutelare con ogni mezzo la salute dei consumatori e il loro diritto di sapere cosa finisce in ciò che mangiano e bevono- afferma Denis Domenico Nesci, Vice Presidente nazionale dell’Unione per la Difesa
dei Consumatori- e la vicenda dei trucioli dentro al vino non può esser fatta passare per la cosa più normale del mondo. Crediamo opportuno che il divieto di invecchiare il vino per mezzo di frammenti di legno di quercia
vada esteso anche ai vini ad indicazione geografica tipica”. La tesi sostenuta da Nesci riflette le forti perplessità dei consumatori, preoccupati dalla messa in atto di un procedimento alquanto discutibile, che ha preso il
via dall’ottobre 2005 con l’autorizzazione da parte del Consiglio Europeo dei Ministri dell’Agricoltura. Il decreto datato 2 novembre 2006 del ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Paolo De Castro, ha
escluso l’utilizzo di trucioli nel vino Doc e Docg, la cui incidenza nel mercato è pari a un terzo. La Confederazione italiana agricoltori si è dichiarata contraria al ricor5so al Tar presentato da alcune associazioni contro il
decreto De Castro, poichè in realtà stima più opportuno allargare tale decreto anche alle lgt: se infatti il ricorso venisse accolto dal Tar, sarebbe possibile utilizzare i trucioli anche per ivini Doc e Docg. “Agire con
prudenza e in modo oculato è doveroso- dice ancora il Vice Presidente Udicon Nesci- ma ciò non vuol dire avere un approccio blando al problema. L’interesse di tutti i cittadini va difeso con grande decisione”