BIG DATA, PRIMI NUMERI DALL’INDAGINE DELL’ANTITRUST


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Sotto la lente di ingrandimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ci sono i Big Data, tanto da avviare più di un anno fa delle indagini ancora in corso. L’obiettivo dell’indagine è quello di far emergere i livelli di consapevolezza degli utenti online in relazione all’utilizzo dei loro dati personali, la portabilità degli stessi e la disponibilità degli utenti a fornire i propri dati come mezzi di pagamento online.

Intanto emergono i primi risultati. Il 60% degli utenti online risulta essere consapevole del fatto che le loro azioni online possono essere usati per analizzare i loro comportamenti a causa dei dati personali utilizzati. La stessa percentuale risulta anche informata su quanto l’utilizzo dei loro dati personali possa essere altamente pervasivo, ad esempio attivando la localizzazione dati, o accedendo dalle varie app ai contatti presenti in rubrica o autorizzando altre funzionalità. Allo stesso tempo è elevata la possibilità delle imprese che ricevono i dati a sfruttarli. Ma è possibile incrementare la consapevolezza degli utenti online in quanto dall’ indagine emerge che la maggioranza legge solamente parte dell’informativa sul trattamento dei dati personali o addirittura non la legge proprio. La motivazione di questa attitudine risulta essere una ridotta comprensibilità e chiarezza delle informazioni fornite. Emerge inoltre che il 40% degli utenti online è cosciente della connessione tra concessione di consenso e gratuità di servizio, contro invece chi preferisce rinunciare alla gratuità del servizio pur di non concedere i propri dati per timore di un improprio utilizzo.

L’indagine terminerà alla fine dell’anno e considererà anche altri aspetti come l’analisi dei mercati, tra cui concentrazioni digital e via discorrendo.



13/06/2018