OLIO DI PALMA, DAI PRODOTTI ALIMENTARI ALL’IMPATTO SULL’AMBIENTE


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Pensavate fosse finita la vicenda dell’olio di palma? E invece no. Si sente ancora parlare della dell’olio di palma la cui presenza nei prodotti alimentari è stata tanto criticata ed ha sollevato molte polemiche. Ora, però, al centro dell’attenzione non ci sono più i biscotti o altri prodotti simili, ma bensì l’impatto che quest’ olio vegetale può avere sull’ambiente.

Nel reperire l’olio di palma diversi sono gli aspetti negativi che già qualche anno fa hanno fatto pensare ai danni che la sua produzione apportava sull’ambiente. Si pensi alle specie di animali a rischio, alla disintegrazione delle biodiversità o alla deforestazione, con conseguente sfruttamento di lavoro nelle terre indigene. Dopo la polemica che ha interessato tutto il pianeta, il suo utilizzo nel settore alimentare è decisamente diminuito, mentre risulta sempre in crescita il suo utilizzo come carburante. In Europa vige una direttiva dal 2009 che impone di miscelare nel diesel degli oli vegetali, tra cui l’olio di palma, e tutte le istituzioni dell’UE risultano pronte ad effettuare una verifica ed un aggiornamento della direttiva sui biocarburanti. Risulta infatti che la maggior parte dell’olio di palma importato in Europa viene utilizzato nel settore energetico prevalentemente, il resto è impiegato nel settore alimentare.

Secondo alcune indagini l’Italia è ai vertici della classifica dei produttori di biocarburante, mentre gli italiani, non acquistando più prodotti contenenti olio di palma, hanno decisamente fatto ridurre le importazioni destinate ai prodotti alimentari per assenza di richiesta. Anche se è definito biocarburante, questo arreca molti danni all’ambiente ed i consumatori non sono messi nella posizione di poter scegliere un tipo di carburante piuttosto che un altro perché queste miscele sono presenti in tutti i distributori di rifornimento e sono più dannosi del carburante di origine fossile. Non resta che aspettare che l’Europa si esprima in merito.



11/06/2018