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SANITÀ, U.DI.CON.: “SU VACCINAZIONI OBBLIGATORIE NECESSARIA MAGGIORE INFORMAZIONE”


COMUNICATO STAMPA

Roma, 26/05/2017 - “Se i dati sul numero di bambini da regolarizzare con le nuove vaccinazioni previste dal decreto del Ministro della Salute fossero confermati sarà necessario fornire le dovute informazioni ai genitori dei bambini da vaccinare – dice il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con., Denis Nesci – il tema delle vaccinazioni è da sempre uno dei più delicati ed in questo periodo è necessario avere delle accortezze in più”.

Prosegue il dibattito a suon di polemiche sulla vaccinazione obbligatoria. Si parla di oltre 800mila bambini non in regola con l’anti morbillo ed il numero diventa ancora più preoccupante se ci si riferisce solo alla scuola elementare. In questo caso, infatti, i bambini che dovrebbero mettersi in regola sono oltre 290mila. In Italia, con l’approvazione del decreto, sono state introdotte pene severe a fronte del non rispetto dell’obbligatorietà, provvedimenti sia nei confronti degli istituti scolastici, sia nei confronti delle famiglie. Per quanto riguarda i primi, essi dovranno segnalare al momento dell’iscrizione a scuola delle irregolarità nelle vaccinazioni alla Asl, in questo caso l’onere spetterà al Dirigente scolastico; le pene più severe saranno invece previste per le famiglie che non hanno adempiuto agli obblighi, il loro rifiuto potrebbe, nei casi più estremi, far partire un procedimento da parte delle procure minorili e poi successivamente ai tribunali minorili fino ad arrivare alla misura estrema della sospensione della patria potestà.

Le famiglie sono seriamente preoccupate e continuiamo a ricevere chiamate – continua Nesci – le perplessità dei genitori sono soprattutto riconducibili agli effetti che alcuni vaccini, quali ad esempio l’esavalente, potrebbero avere soprattutto sui bambini più piccoli. Sarebbe opportuno prevedere per chi volesse sottoporre proprio figlio ad una sola vaccinazione, commercializzare vaccini singoli ma a prezzi vantaggiosi, - conclude il Presidente Nesci - insomma dare un’opportunità alle famiglie che sono già in uno stato di agitazione e che aspettano solo di essere informati e tranquillizzati da esperti in materia su eventuali rischi, nonchè le motivazioni che hanno portato il Ministro a prendere questa decisione”.

 



26/05/2017

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